
Mudryk, finita la squalifica: cosa è successo e quando torna in campo col Tottenham
Diciassette minuti a Nottingham, i primi dopo 646 giorni. La cronologia esatta del procedimento, il documento tecnico che ha ribaltato il caso e cosa ha detto De Zerbi sulle sue condizioni.
Sabato pomeriggio, nello 0-0 fra Nottingham Forest e Tottenham, Mykhailo Mudryk è entrato nella ripresa e ha giocato diciassette minuti. Erano i primi dopo 646 giorni.
È il ritorno in campo di un giocatore che è rimasto fermo quasi due anni per un procedimento antidoping, chiuso a fine luglio in un modo che vale la pena raccontare per intero, perché è meno semplice di come è stato riassunto.
La cronologia, per date
Sono quelle riportate dalla federazione inglese nel proprio comunicato di chiusura del procedimento.
22 ottobre 2024 — il controllo antidoping. Il campione risulta positivo al meldonium, una sostanza proibita, rilevata in bassa concentrazione.
4 dicembre 2024 — il giocatore viene notificato e sospeso in via cautelare. Da quel giorno non gioca più una partita ufficiale.
23 maggio 2025 — arrivano le contestazioni formali.
7-9 gennaio 2026 — si tiene l'udienza davanti alla commissione indipendente, che gli commina quattro anni di squalifica.
Mudryk presenta ricorso al Tribunale arbitrale dello sport.
30 luglio 2026 — il procedimento si chiude con un accordo fra il giocatore, la federazione inglese e l'agenzia mondiale antidoping. Mudryk riconosce le violazioni contestate e accetta una squalifica pari al tempo già scontato. Da quel momento non è più sospeso e può tornare a giocare con effetto immediato.
Il dettaglio che ha cambiato il caso
Nel comunicato della federazione c'è la riga che spiega perché quattro anni sono diventati zero giorni ulteriori: gli standard aggiornati del documento tecnico dell'agenzia mondiale antidoping stabiliscono soglie diverse per quella sostanza, e con i parametri attuali quel campione, analizzato oggi, non farebbe scattare alcuna violazione.
Non è un'assoluzione e non viene presentata come tale: la violazione resta riconosciuta, ed è il giocatore stesso ad averla accettata nell'accordo. È il metro di misura ad essere cambiato mentre il procedimento era in corso.
Come è finito al Tottenham
Il trasferimento è arrivato a inizio settembre: prestito dal Chelsea per la stagione 2026-27, con un'opzione di riscatto fissata a 75 milioni di sterline.
A volerlo è stato Roberto De Zerbi, che lo aveva già allenato allo Shakhtar Donetsk: è l'allenatore con cui Mudryk ha giocato il calcio migliore della sua carriera, prima del trasferimento a Londra.
In che condizioni è
Su questo l'allenatore è stato netto e non ha provato a vendere niente. Dopo la partita ha detto che non è ancora pronto, che sta lavorando per raggiungere la miglior condizione fisica e che gli servono tempo e lavoro.
È la valutazione più realistica: ventidue mesi senza una partita ufficiale non si recuperano in una settimana, e i diciassette minuti di Nottingham servivano a rimettere piede in campo, non a risolvere una partita.
Cosa guardare adesso
Il Tottenham arriva da questa giornata con un problema che il ritorno di Mudryk non risolve da solo: dopo tre giornate non ha ancora segnato. Quanto gli servirà per essere una soluzione, e non solo un rientro, si vedrà dal minutaggio delle prossime settimane.
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